Malnutrizione

CHE COS'È

La malnutrizione è uno stato fisiologico dell'organismo caratterizzato dalla diminuzione di assunzione o assorbimento di nutrienti nel tempo rispetto ai propri fabbisogni.

Tra le varie cause di malnutrizione oltre alla povertà, patologie mentali, infezioni e neoplasie, vi sono anche diverse malattie del metabolismo:
  • aminoacidico e proteico;
  • lipidico;
  • glucidico;
  • energetico;
  • dei minerali e degli oligoelementi;
  • da carenze vitaminiche.

La malnutrizione proteico-calorica è, insieme al deficit di minerali e vitamine, particolarmente frequente nell'anziano.

La categoria a maggior rischio di malnutrizione è quella rappresentata dagli anziani fragili. L'anziano fragile è un soggetto di età avanzata o molto avanzata, affetto da multiple patologie croniche, clinicamente instabile, frequentemente disabile, spesso con problemi di tipo socioeconomico, quali soprattutto solitudine e povertà. Negli anziani fragili sono spesso compromessi lo stato nutrizionale e la capacità di alimentarsi autonomamente in maniera adeguata. Una malnutrizione proteico-calorica severa è stata osservata nel 10-38% degli anziani non ospedalizzati, nel 5-12% di quelli che vivono al proprio domicilio, nel 26-65% di quelli ospedalizzati e nel 5-85% degli individui istituzionalizzati.

CAUSE

Di seguito le principali cause di malnutrizione.

Cause organiche età-correlate

L'invecchiamento determina alcune modifiche fisiologiche tra cui l'atrofia della mucosa del cavo orale e della lingua con deficit della sensibilità gustativa, deficit della digestione e dell'assorbimento dei nutrienti.

I difetti di masticazione dovuti alla perdita di denti sono diffusi e spesso si associano ad erronee abitudini dietetiche ed igieniche e a condizioni socioeconomiche deficitarie. L'anoressia fisiologica dell'anziano è legata ad un aumento dei livelli di colecistochinina e ad un ritardato svuotamento gastrico. Cause organiche patologia-correlate

Alterazioni della deglutizione sono un problema diffuso nella popolazione anziana fragile:

si riscontra disfagia dal 20 al 50% nei pazienti istituzionalizzati. In secondo luogo, le insufficienze d'organo (scompenso cardiaco, insufficienza renale cronica avanzata, insufficienza respiratoria, ecc.) e le neoplasie possono causare un incremento dei fabbisogni nutrizionali e la conseguente condizione di ipoanoressia. Inoltre, i numerosi farmaci che spesso sono assunti dall'anziano possono interferire con l'assorbimento (antiacidi, lassativi) o con l'escrezione renale (diuretici) di alcune sostanze e possono determinare alterazioni del gusto. Cause sociali, ambientali e psicologiche

Le ristrettezze economiche, l'isolamento, la solitudine e/o l'istituzionalizzazione possono essere causa di un'inadeguata assunzione di cibo.

La malnutrizione ha un impatto negativo sullo stato nutrizionale e psico-sociale della persona e si correla ad un peggioramento di patologie croniche, maggiore incidenza di infezioni, piaghe da decubito, cadute. Una conseguenza peculiare della malnutrizione nel soggetto anziano è la perdita di autonomia con peggioramento della qualità di vita.

TRATTAMENTO

La prima fase dell'intervento nutrizionale è finalizzata a verificare la possibilità di un'alimentazione per via orale.

Questa fase ha l'obiettivo di correggere e potenziare l'apporto proteico-calorico con gli alimenti naturali, e si avvale di consigli nutrizionali, fortificazione degli alimenti e utilizzo di integratori. In caso di mancato raggiungimento dell'obiettivo nutrizionale per via orale è necessario ricorrere alla nutrizione artificiale enterale (NE), tramite sondino naso-gastrico (SNC), gastrostomia endoscopica percutanea (PEG) o digiunostomia endoscopica percutanea (PEJ), e/o parenterale (NP). Consigli nutrizionali

Se prevalgono inappetenza, ripienezza gastrica precoce e affaticamento nell'assunzione del cibo, un primo intervento nutrizionale consiste nell'indirizzare il paziente ad assumere una dieta frazionata, in pasti di piccolo volume, almeno 4 o 5 nella giornata, ad alta densità calorica, allo scopo di fornire maggiore energia e proteine in un volume ridotto.

Fortificazione degli alimenti (food fortification)

Può essere utile suggerire ai propri pazienti di arricchire i propri cibi con condimenti (olio, burro), salse (panna da cucina, maionese, besciamella), panna montata, gelati, zucchero, miele, marmellate, sciroppi, succhi di frutta come fonte calorica; latte, anche in polvere condensato, formaggio, uova come fonte proteica.

Integratori per via orale

L'assunzione di integratori per via orale ha lo scopo di fornire alle persone ancora in grado di alimentarsi per via naturale una quota aggiuntiva di nutrienti sufficiente a coprire i fabbisogni nutritivi. In questo modo si evita il ricorso a tecniche di supporto nutrizionale più invasive quali la nutrizione enterale o parenterale.

Gli integratori orali possono essere utili in soggetti malnutriti o a rischio di malnutrizione in cui la supplementazione mediante cibi naturali (food fortification) sia risultata inefficace ma riescono ancora ad assumere attraverso gli alimenti naturali almeno la metà dei loro fabbisogni. Nel corso degli ultimi anni la gamma degli integratori orali è andata ampiamente allargandosi, in termini sia di composizione bromatologica, sia di varianti gustative con migliore palatabilità dei diversi prodotti. Questo ha permesso un impiego nutrizionalmente più mirato e ha favorito la compliance dei pazienti nell'assunzione prolungata. L'impiego degli integratori viene chiaramente raccomandato (Livello di evidenza A) dalle linee guida per la nutrizione artificiale nel paziente anziano: "la supplementazione orale è chiaramente raccomandata per garantire l'assunzione di energia, proteine e micronutrienti, mantenere o migliorare lo stato nutrizionale, migliorare la sopravvivenza nei pazienti malnutriti o a rischio di malnutrizione". Una recente metanalisi ha dimostrato in modo statisticamente significativo un aumento del peso corporeo con riduzione della mortalità negli anziani malnutriti trattati con integratori orali proteico-calorici. Inoltre i supplementi orali, in particolare quelli ricchi in proteine, possono ridurre il rischio di ulcere da pressione per cui sono chiaramente raccomandati nelle apposite linee guida. In caso di mancato raggiungimento dell'obiettivo nutrizionale pervia orale è necessario ricorrere alla nutrizione artificiale enterale (NE) e/o parenterale (NP).

SOLUZIONI DMF

I prodotti DMF per la Malnutrizione garantiscono l'apporto proteico-calorico, di vitamine e minerali necessari a coprire i fabbisogni nutritivi.